Francesca, mamma di Flavia: una storia d’amore

Francesca, mamma di Flavia: una storia d’amore

Intervista a cura di Consuelo Costa

Una mamma è tale quando decide di esserlo, non al termine dei nove mesi.

Questa è la storia di Francesca, che ha deciso di essere mamma, e che mamma sarebbe stata, nonostante tutto.

Francesca ha deciso di raccontare la sua storia, perché l’amore va condiviso, l’amore spesso è la risposta a tante domande.

 L’amore può essere la risposta alla paura, alle delusioni, alle insicurezze. La sua storia può essere d’aiuto a chi ha perso la speranza, a chi ha mille dubbi a chi ha bisogno di un segno, una spinta per provarci, ancora una volta.

<<Se mi fossi arresa- racconta Francesca- le mie figlie oggi non ci sarebbero state >>.

F: Una mia amica mi ripeteva sempre: provare, provare, fino al giorno dopo la menopausa. E io mi sono detta che ci avrei provato fino alla fine. Sono rimasta incinta di Flavia a 45 anni a 46 ho partorito.

C: Quindi l’età non deve essere considerato un ostacolo?

F: Finché non decide la natura, mai. Una mia amica ha partorito a 49 anni. Anche lei non riusciva a restare incinta. Sapendo che cercava di avere un figlio, l’ho indirizzata dalla mia ginecologa che collabora con il Prof. Prapas da anni. Adesso sta cercando di avere il secondo.

C: Come hai conosciuto il Prof. Prapas? Com’è andata?

F: ho tentato per anni di restare incinta, volevo essere madre ad ogni costo. La via dell’adozione era difficile e con mio marito abbiamo deciso di provarci, con tutte le nostre forze e con aiuto medico. Da lì una trafila di “dottoroni”, analisi su analisi, diagnosi sbagliate. Ho un lupus e a 18 anni ho perso un rene per infarto renale.

Finché un giorno, tra le varie visite mediche, vengo in contatto con la dott.ssa che sarebbe diventata poi la mia ginecologa.

Rimango incinta per la prima volta a 36 anni, seguita da questa mia ginecologa. Purtroppo perdo il bambino. Nel frattempo perdo di vista anche la dottoressa, che ritrovo a 38.

Avevo fatto fivet ed inseminazioni ma non avevano funzionato. Soldi, tempo, paure e fatica buttati. Ma ancora una volta non mi sono scoraggiata, sapevo che era la via giusta. Ho aspettato, finché mi ha detto di aspettare, per poi seguire le sue istruzioni.

Lei scoprì che non mi scoppiavano i follicoli al tempo giusto. Finalmente resto incinta ma per una incontinenza cervicale perdo la bambina, sana, alla 20ma settimana.

Dopo tre mesi, sempre seguita dalla mia dottoressa, resto incinta, faccio il cerchiaggio e a maggio 2012 nasce Ilaria.

Forte di questo primo successo, decidiamo con mio marito di avere il secondo figlio. Avevo 41 anni.  Dopo vari tentativi, la mia dottoressa, che collabora con Iakentro, ha deciso di interpellare il Prof. Prapas.

Nonostante la paura dell’ignoto – sai, la Grecia sembra così lontana- ho deciso di fidarmi. Sono andata con a Salonicco con tutta la famiglia. Avevo 44 anni.

Si creano 5 embrioni. 4 erano di gruppo AA e uno di gruppo AB. Mi fanno il tranfer con i primi due ma non attecchiscono. Ritorno a dicembre con mio padre per fare il secondo transfer, altri due embrioni che non attecchiscono. Resta un solo embrione che a maggio 2018 mi vado a prendere sola soletta… E arriva Flavia.

Flavia è AB. Tutti gli altri embrioni non avevano attecchito, lei era lì, un piccolo embrione BA, che ha lottato contro le regole e le statistiche. Perché così doveva essere. Del resto, come dice il prof. Prapas, i figli si fanno in 3: genitori, dottori, Dio.

C: Com’è stato fare il transfer?

F: ti dirò, non ci credo neanche io. Semplice. La mattina sono stata in giro per la città, poi sono tornata in albergo. Al pomeriggio il taxi è passato a prendermi per portarmi in clinica. Ho fatto il transfer, mi sono riposata. Poi cena e il giorno dopo ero già in Italia.

E Flavia è arrivata. La mia piccola greca, è arrivata.

C: Stai raccontando la tua vita, le tue paure, le tue difficoltà. Come mai questa scelta – di cui ovviamente ti ringrazio -?

F: quando cercavo di restare incinta, stavo on line alla ricerca di storie di altre mamme. Cercavo notizie positive, ovviamente. Casi che ce l’avevano fatta.

Potevo abbandonare tutto, o credere nel mio sogno. E mi sono detta: qualcuno ce l’ha fatta, potrei farcela anche io. Se non ci provo, non lo saprò mai.

Io sono credente. Io mi sono affidata alla Madonna. Per quanto mi riguarda mi è stata fatta una grazia. Adesso ho la possibilità di essere io l’esempio che può dare forza. Lo stesso caso che io ostinatamente cercavo, per farmi credere ancora una volta nel mio sogno, per non farmi abbandonare.

Se potrò aiutare anche solo una mamma, ne sarò felice.

 

Nota: Francesca Nitoglia è un esempio di forza e volontà. Ha raccontato e condiviso la sua storia, che credetemi, non è per niente facile. E la sua generosità è tale da firmare questa chiacchierata con nome e cognome per rendersi reperibile, per rispondere a domande e dubbi.

L’amore è una cosa incredibile.

 

 

 

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